Prodotto

Idea, prototipazione, prodotto

La creazione e la successiva commercializzazione di un nuovo prodotto seguono un iter progettuale
variegato e complesso che vede coinvolte personalità diverse che spaziano dal designer, all’ingeniere, all’ufficio marketing, ecc.

Alla base di questa procedura vi è l’individualizzazione dei bisogni che porta all’ideazione di un oggetto in grado di soddisfarlo. È con un’analisi del problema che si fissa le caratteristiche e le proprietà del bisogno e, una successiva definizione delle specifiche di progetto.

Ne seguono le fasi di progettazione concettuale, entro le quali si crea l’architettura generale dell’oggetto per mezzo di semplificazioni e schematizzazioni di particolari. In genere si sviluppano due o tre idee di base, per una rappresentazione in forma preliminare (concept design); le idee sono quindi presentate al committente per un esame tecnico e di compatibilità con la linea di prodotti ipotizzata. Questa fase preliminare è normalmente
svolta con l’area marketing e l’ufficio tecnico dell’azienda.

Il progetto diventa sempre più preciso con una serie di schemi funzionali (basic design), e nella fase di dettaglio sono definiti i particolari che migliorano le caratteristiche del prodotto (detailed design). Già in queste fasi iniziali l’utilizzo di rappresentazioni tridimensionali favorisce gli sviluppi successivi. La disponibilità di applicare materiali e texture per le superfici e la corretta suddivisione in elemento permette di ragionare non solo in termini stilistici, ma anche in termini di materiali e di processo produttivo.

Tutto ciò ci mette nella condizione di poter anche fare una valutazione corretta del costo presunto del prodotto finale, già in fase di concept design.

Il Passo successivo all’approvazione del concept di prodotto è la realizzazione di un prototipo, in altre parole il primo oggetto di una serie, oppure nel caso per esempio di un’azienda che produce satelliti il prototipo rappresenta invece il prodotto finale. Nella produzione d’oggetti industriali su grande scala, alla creazione di un prototipo possono seguire anche alcune decine d’altri prototipi prima dell’individuazione del modello definitivo. Tutto ciò però comporta prevedono processi lunghi, costosi, complessi che vedono coinvolti ambiti molto diversi tra loro, che devono trovare un fronte comune. L’azienda promotrice del nuovo prodotto deve quindi avere i mezzi e le conoscenze per ottimizzare costi e tempo che questi processi richiedono. Uno degli strumenti a sua disposizione sono le TCT (Time Compression Technologies), in altre parole, tutte quelle tecnologie che sono messe a disposizione, come strumento organizzativo, pensato per estendere i concetti di qualità all’intero ciclo di vita del prodotto. Sono un elemento critico per migliorare la competitività complessiva di un’azienda o di un sistema d’aziende, che nel caso specifico della realizzazione di un nuovo prodotto, per esempio porta vantaggi in termini di gestione delle modifiche.

Tra le tecnologie considerate “classiche” appannaggio della progettazione del nuovo prodotto troviamo:

CAD (Computer Aided Design) consente di definire il modello
geometrico che è alla base di tutte le attività successive.

CAE (Computer Aided Engineering) una serie d’analisi che servono a verificare che i requisiti di progetto siano soddisfatti, con analisi funzionale, analisi statica e cinematica, analisi strutturale.

CAM (Computer Aided Manufacturing) software che traduce i dati geometrici CAD in informazioni per il controllo della fabbricazione dell’oggetto.

FEM (Finite Elements Methods) consente la verifica ingegneristica del prodotto come pure la simulazione dei processi industriali per la sua realizzazione.

Rendering vale a dire la creazione di un’immagine realistica a partire dai risultati di una descrizione geometrica.

Tutto ciò comunque per alcuni settori non può sostituire la realizzazione di modelli fisici, tappa importante per lo sviluppo di prodotti di qualità in quanto esistono alcune caratteristiche del prodotto che solo un prototipo fisico permettere di valutare.

Tra le “nuove” tecnologie a disposizione (Rapid Manufacturing, Rapid Tooling, Reverse Engineering) particolare attenzione viene data al Rapid Prototying, ovvero quella tecnologia che consente la produzione di oggetti di geometria comunque complessa, in tempi molto ridotti, gli oggetti sono ottenuti con progressiva aggiunta di materiale, per questo motivo la tecnologia RP è anche definita tecnica di produzione per strati o per piani –layer manufacturing-.
Questa breve descrizione dei diversi passaggi progettali rappresenta uno schema piuttosto flessibile, perché varia a seconda dell’azienda e del progetto.

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